Un’analisi dei leader mondiali nella protezione ambientale che evidenzia le nazioni che si distinguono per le loro politiche sostenibili e le sfide ancora presenti nel panorama globale
La tutela dell’ambiente è diventata una priorità globale, con diversi Paesi che implementano politiche e strategie volte a ridurre l’impatto ambientale e promuovere la sostenibilità. Valutare quali Nazioni siano più virtuose in questo ambito è fondamentale per comprendere le best practice e le aree che necessitano di miglioramento.
Cosa leggerai nell'articolo:
Environmental Performance Index (EPI) 2024
Secondo l’Environmental Performance Index (EPI) 2024, elaborato dalle Università di Yale e Columbia, l’Estonia guida la classifica globale con un punteggio di 75,7. Questo risultato è attribuiibile principalmente alla significativa riduzione delle emissioni di gas serra, ottenuta attraverso la transizione da centrali a scisto bituminoso a fonti energetiche più pulite. Seguono il Lussemburgo, con il 55% del territorio protetto, e la Germania, che ha implementato efficacemente energie rinnovabili e gestione dei rifiuti.
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Climate Change Performance Index (CCPI) 2025
Il Climate Change Performance Index (CCPI) 2025, presentato alla COP29, posiziona la Danimarca al quarto posto, riconoscendo i suoi sforzi nella riduzione delle emissioni e nell’adozione di energie rinnovabili. I Paesi Bassi e il Regno Unito occupano rispettivamente il quinto e sesto posto, con quest’ultimo che ha scalato la classifica grazie a politiche come il divieto di nuovi progetti petroliferi e l’incremento dell’energia eolica onshore.
Miglioramenti significativi nella tutela ambientale
Il Marocco si distingue nell’CCPI 2025, raggiungendo l’ottava posizione e diventando il primo Paese africano e arabo nella top 10. Questo successo è dovuto all’impegno concentrato sulle energie rinnovabili, con progetti come il complesso solare Noor Ouarzazate e il Parco Eolico di Tarfaya. Green.
La situazione italiana
L’Italia registra un arretramento significativo, scendendo al 43° posto nel CCPI 2025. Questo declino è attribuibile a una politica climatica nazionale considerata inadeguata e a un rallentamento nella riduzione delle emissioni di gas serra. L’aggiornamento del Piano Nazionale Integrato Energia e Clima (PNIEC) prevede una riduzione delle emissioni entro il 2030 del 44,3% rispetto al 1990, un obiettivo ritenuto insufficiente per affrontare l’emergenza climatica.

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