La crescente minaccia dei detriti spaziali e la corsa alle soluzioni per un’orbita più sicura con il programma “Zero Debris” dell’ESA
L’orbita terrestre sta diventando un campo minato di detriti spaziali. Secondo il recente rapporto dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA), attorno al nostro Pianeta fluttuano circa 1,2 milioni di detriti di dimensioni superiori a un centimetro, abbastanza grandi da rappresentare un pericolo per satelliti e stazioni spaziali. Di questi, oltre 50.000 superano i 10 centimetri, mentre circa 40.000 sono costantemente monitorati dalle reti di sorveglianza.
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Rischi di collisioni in aumento
Il documento, presentato a Bonn (Germani) l’1 aprile 2025, durante la nona edizione della European Conference on Space Debris, evidenzia che la situazione sta peggiorando: alla quota di 550 chilometri, la concentrazione di detriti ha ormai raggiunto livelli critici, incrementando il rischio di collisioni che a loro volta generano frammentazioni e nuovi detriti. Nel solo 2024, si sono registrate almeno 3.000 nuove unità tracciabili, frutto di esplosioni e impatti nello Spazio.
I primi passi verso la mitigazione
Ci sono comunque notizie positive. Il rapporto evidenzia una maggiore aderenza alle linee guida per la mitigazione dei detriti, con un aumento significativo dei rientri controllati dei satelliti al termine della loro operatività.
Un segnale incoraggiante è anche il sorpasso, per la prima volta nel 2024, dei rientri controllati dei lanciatori rispetto a quelli incontrollati.
I detriti spaziali rappresentano già una crisi?
A rispondere al quesito è il documentario “Space Debris: Is it a Crisis?”, rilasciato in anteprima durante la 9a Conferenza europea sui detriti spaziali.
Il film analizza lo stato attuale delle orbite terrestri, mettendo in luce i rischi crescenti legati ai detriti spaziali e il loro impatto sul futuro dell’esplorazione spaziale. Attraverso un’indagine approfondita, presenta le sfide poste da questa minaccia e le strategie innovative per ridurre il problema, promuovendo un utilizzo più sostenibile dello spazio. Un tema centrale è l’importanza delle decisioni odierne, le cui conseguenze influenzeranno le generazioni a venire.
Il piano ESA per un’orbita più sicura
Il lavoro da fare sui detriti spaziali è enorme ma attuabile. L’ESA ha lanciato il programma “Zero Debris Approach”, che mira a ridurre drasticamente la produzione di nuovi detriti entro il 2030. Un’iniziativa cruciale non solo per preservare l’ambiente spaziale, ma anche per garantire la sicurezza delle missioni lunari e interplanetarie dei prossimi anni.
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Guardando al futuro, l’obiettivo è costruire un ambiente spaziale sicuro e sostenibile basandosi su un approccio innovativo. L’ESA sta lavorando sulla creazione di un’economia circolare nello spazio, sviluppando tecnologie all’avanguardia per trasformare l’iniziativa “Zero Debris” in una realtà concreta.
La pulizia dell’orbita terrestre non è più un’opzione, ma una necessità impellente. Il futuro dell’esplorazione spaziale dipende dalle scelte che verranno fatte oggi. Solo con un impegno serio e con l’adozione di soluzioni innovative potremo garantire che lo spazio rimanga una risorsa accessibile per le generazioni future, anziché un campo minato di detriti.
[Cover Image – © European Space Agency (ESA)]

Sono la CEO di Controsenso, Impresa operante nel Digital Marketing, nel giornalismo e nella comunicazione strategica. Dirigo un team di esperti che supporta P.M.I. e privati, aiutandoli a promuovere i propri progetti online e offline.