Da sempre la montagna è un ambiente che dà vita a miti e leggende che attraversano le epoche e le culture planetarie. Dalle credenze legate agli spiriti dei monti alle superstizioni sui pericoli naturali. Proponiamo una serie di convinzioni diffuse sulla montagna, alcune fondate su realtà, altre frutto dell’immaginazione collettiva
Alcune credenze che riguardano la montagna hanno radici storiche o scientifiche, mentre altre si sono consolidate nel tempo grazie alla trasmissione orale. Questo articolo esplora alcune delle convinzioni più diffuse sulle terre di alta quota, analizzandone le origini e la veridicità.
Cosa leggerai nell'articolo:
- Le montagne sono abitate da spiriti
- Il mal di montagna colpisce solo i non allenati
- Le montagne crescono e non si consumano
- Gli animali selvatici montani sono più aggressivi
- I cambiamenti climatici non influiscono sulle alte quote
- Gli ecosistemi montani sono fragili ma immutabili
- Il vento sulle vette è sempre più forte
- La montagna è un ambiente incontaminato
- I rifugi sono sempre luoghi sicuri
- I montanari sono persone chiuse e diffidenti
Le montagne sono abitate da spiriti
In molte culture, si crede che le montagne siano dimora di divinità o di spiriti. Nella tradizione tibetana, il Monte Kailash è considerato sacro dagli hindu, buddhisti, jainisti e bon. Anche nelle Alpi europee, varie leggende locali parlano di creature mitologiche che abitano le cime.
Il mal di montagna colpisce solo i non allenati
È diffusa l’idea che solo chi è poco preparato fisicamente soffra di mal di montagna (o mal d’altitudine). In realtà, il disturbo dipende dalla capacità individuale di adattarsi alla riduzione dell’ossigeno e può colpire anche atleti ben allenati.
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Le montagne crescono e non si consumano
Si pensa che le montagne siano eterne e in continua crescita. In realtà, mentre alcune catene montuose come l’Himalaya stanno ancora sollevandosi a causa della collisione tettonica, altre, come gli Appennini, sono soggette a erosione e abbassamento.
Gli animali selvatici montani sono più aggressivi
Molti credono che gli animali di montagna siano più pericolosi rispetto a quelli di pianura. In realtà, la maggior parte delle specie montane, come stambecchi e marmotte, evita il contatto umano. Gli incontri pericolosi sono rari, spesso dovuti a comportamenti umani scorretti.
I cambiamenti climatici non influiscono sulle alte quote
Si ritiene erroneamente che le montagne siano immuni al riscaldamento globale. Diversi studi dimostrano al contrario che le regioni montane stanno subendo un riscaldamento più rapido rispetto alle pianure, con impatti evidenti sui ghiacciai e la biodiversità.
Gli ecosistemi montani sono fragili ma immutabili
Alcune persone credono che gli ecosistemi montani siano fissi e immutabili. In realtà, sono estremamente dinamici e soggetti a cambiamenti continui, influenzati da fattori naturali oltre che dall’azione dell’uomo.
Il vento sulle vette è sempre più forte
Le cime montuose sono soggette a condizioni ventose, non sempre il fenomeno risulta è più forte rispetto alle basse quote. La velocità del vento dipende da fattori meteorologici e topografici.
La montagna è un ambiente incontaminato
L’idea che la montagna sia un luogo puro e incontaminato è almeno in parte un falso mito. L’inquinamento atmosferico e il turismo di massa hanno un impatto crescente sugli ambienti montani, influenzando flora, fauna e qualità dell’aria.
I rifugi sono sempre luoghi sicuri
Molti escursionisti credono che i rifugi siano sempre un riparo sicuro in caso di maltempo. In realtà, non tutti i rifugi sono attrezzati per ospitare in condizioni estreme. Prima di partire per un’escursione è perciò fondamentale informarsi.
I montanari sono persone chiuse e diffidenti
Un altro stereotipo diffuso è che gli abitanti delle montagne siano poco socievoli. È esattamente il contrario. La cultura montana è tendenzialmente basata sull’accoglienza e sulla solidarietà, con una forte tradizione di aiuto reciproco tra comunità. La socievolezza dipende ovviamente anche dal carattere dei singoli individui.

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